|
|
ATTO NORMATIVO
DIOCESANO
Premessa
“Ricordare la propria storia non significa essere vincolati alle
forme che ieri ne hanno tessuto le vicende; significa piuttosto
sperimentare la spinta
morale che da essa deriva, e cioè godere di una carica di
esperienza, di ansia verso l’attualità e l’avvenire, di ricerca di
sempre nuove forme e geniali attualità.” (Paolo VI)
Anno 1868 Nasce la
Società della Gioventù Cattolica Italiana, ad opera di Mario Fani e
Giovanni Acquaderni, approvata e benedetta dal beato papa Pio IX. La
fine del secolo XIX è caratterizzato, in Italia, dal nascere, ad
opera dei cattolici, di tante iniziative, soprattutto nell’ambito
sociale.
Anno 1872 Il 17
luglio viene aggregato alla Società della Gioventù Cattolica il
circolo “S. Cristina” di Bolsena
Anno 1896 Ad
Orvieto si tiene il IV Congresso Eucaristico Nazionale, con la
partecipazione del Presidente Nazionale della Gioventù Cattolica,
Marchese Sacchetti.
Anno 1902 In questo
fervore del mondo cattolico, ad Orvieto vede luce “Il Comune”
giornale cristiano – sociale che inizia le pubblicazioni il 15
ottobre. A Ficulle nasce la prima Unione umbra di Donne Democratico
Cristiane.
Anno 1906 Nuovi
Statuti dell’Azione Cattolica articolata in tre unioni (popolare,
elettorale, economico sociale) e della Gioventù Cattolica a
carattere eminentemente religioso.
Anno 1907 A Todi
funziona una “Unione Cattolica Sociale” mentre ad Orvieto, dal 1905,
esisteva una “Società Cattolica di mutuo soccorso”.
Anno 1909 A Todi è
presente l’Unione Popolare.
Il 29 maggio a Bolsena viene benedetta la bandiera del circolo
ricreativo “S. Giovanni Battista della Salle”. Il 29 agosto, al
Congresso della Gioventù Cattolica a S. Maria degli Angeli ad Assisi
partecipa una rappresentanza di Todi.
Anno 1912 A Bolsena
nasce il circolo della Gioventù Cattolica “S. Giorgio” e vi si tiene
il Congresso dell’Unione Popolare. Partecipano associazioni
provenienti dall’Umbria, dal Lazio e dalla Toscana. Su un altare,
retto in riva al lago, celebrò la S. Messa il Vescovo di Orvieto,
mons. Frattocchi. A Todi nasce il circolo della Gioventù Cattolica “Juventus”.
Anno 1915 Risultano
presenti nella Diocesi di Todi i circoli: “Juventus” di Todi,
“Gioventù nuova” di Pantalla, “S. Martino” a Pian S. Martino, “S.
Leonardo” a Pontecuti. Nella città di Orvieto sono presenti il
Circolo della Gioventù “Alessandro Manzoni” e il Circolo culturale
“Pro Cultura”.
Anno 1920 A Todi
risultano esistenti la Giunta diocesana e l’Unione Donne Cattoliche.
Ad Orvieto nuovo circolo dedicato al poeta “ Giosuè Borsi”.
Anno 1921 Dal 3
all’8 settembre, a Roma, si celebra il 50° di fondazione della
Gioventù Cattolica. Vi partecipano rappresentanze di Orvieto e Todi.
A Todi la Federazione diocesana della S.G.C.I. organizza un
pellegrinaggio alla “Madonna dell’Acqua Santa”. Vi partecipano 450
giovani.
Anno 1923 Nella
diocesi di Todi sono presenti i circoli giovanili di Todi (due),
Pian di San Martino, Montecastello, Ilci, Pantalla, Piedicolle, Pian
di Porto, Quadro, Pontecuti, Izzalini, Casemasce, Fratta Todina,
Asproli, Massa Martana, Cordigliano, Quadrelli. Presidente diocesano
è Boccali Ottorino. Ad Orvieto risultano presenti i circoli
giovanili maschili “Borsi” e “San Pietro Nolasco” e femminili “Santa
Rosa e Santo Stefano”; “S. Vittoria” a Ficulle; a Collelungo di S.
Venanzo il circolo femminile “S. Maria della Luce”. Altri circoli
nell’orvietano sono “Santa Lucia”, “Santa Cecilia” e “Santa Agnese”.
Anno 1924 Orvieto ospita il congresso dei Fucini dell’Italia
centrale. Vi prese parte attiva don Giovanni Battista Montini
(futuro pontefice Paolo VI)
Anno 1931 Sia ad
Orvieto che a Todi si hanno dei problemi con il regime fascista.
Alcuni circoli vengono chiusi, ci sono anche delle aggressioni; a
Todi i giovani cattolici vengono aggrediti dai fascisti al ritorno
di una gita ad Orvieto, 5 giugno del 1932.
Anno 1938 Ad
Orvieto, secondo Congresso nazionale dei Fucini d’Italia. Sotto la
continua sorveglianza delle Autorità di P.S., tiene la relazione
Giorgio La Pira.
Anno 1940 Muore a
Todi, a soli 28 anni, Teresa Ferdinandi, presidente della Gioventù
femminile di Azione Cattolica e apostola instancabile. Nel 1979
viene dichiarata “Serva di Dio”; il suo procedimento canonico per la
beatificazione è nella fase diocesana.
Anno 1942 Ad
Orvieto si costituisce la sezione “Maestri di AC”.
Anno 1943 Ad
Orvieto cessa l’occupazione germanica. Il comitato di liberazione
nazionale si riunisce clandestinamente nell’abitazione
dell’assistente di AC, d. Antonio Cinelli.
Anno 1946 A soli 30
anni muore a Todi Mario Ferdinandi. Magistrato, autentico apostolo
nell’AC, nel campo sociale e caritativo. Dal 1979 è stato dichiarato
“Servo di Dio” e il suo procedimento canonico per la causa di
beatificazione è attualmente all’esame della Sacra Congregazione per
le Cause dei Santi a Roma. Ad Orvieto e Todi, in adesione alla
riforma operata da Pio XII, si istituiscono le Giunte Diocesane;
sotto l’impulso di questo nuovo organo si vanno costituendo nelle
varie parrocchie le giunte parrocchiali dando vigore alle attività
dei vari rami.
Anno 1948 Forte
impegno dei soci di AC attraverso i Comitati Civici per contrastare
l’ascesa elettorale del Comunismo.
Anno 1961 Si apre
il Concilio Ecumenico Vaticano II. L’AC si impegna a pregare e
diffondere il messaggio di rinnovamento della Chiesa Ad Orvieto si
riunisce la prima Assemblea diocesana con il nuovo Vescovo mons.
Virginio Dondeo. L’AC orvietana conta 3494 soci.
Seguono anni di un
certo declino e di crisi.
Anno 1986 Le due
diocesi di Orvieto e Todi, guidate da un unico Vescovo, vengono
unite.
Anni 1987-1988 Si
costituisce una nuova Azione Cattolica diocesana. L’antico albero di
Mario Fani e Giovanni Acquaderni torna a rifiorire. Rinasce un forte
settore giovanile e dal settore giovani riprendono vita l’ACR, i
campi estivi, il giornale diocesano,il complesso musicale, la
missione in Albania, le missioni popolari, la scuola della Parola,
gli esercizi Spirituali e tante altre attività diocesane e
parrocchiali.
Anno 1990 Il 20
maggio, a Roma, papa Giovanni Paolo II beatifica Piergiorgio
Frassati. Una numerosa delegazione della nostra Diocesi partecipa al
gioioso evento. Il Beato Piergiorgio è una figura molto conosciuta
nell’Azione Cattolica diocesana ed è di esempio e stimolo per tanti
giovani.
Anni 1998-1999 Si
celebra il primo Sinodo diocesano della nuova realtà ecclesiale, la
Diocesi di Orvieto – Todi. Nel libro delle Costituzioni sinodali
viene dedicato all’AC un significativo paragrafo: “Una particolare
forma di aggregazione e di ministero ecclesiale laicale è quella
dell’Azione
Cattolica, la cui identità è stata più volte illustrata dal
magistero della Chiesa e che agisce per esplicito mandato dei
pastori come collaborazione dei laici all’apostolato gerarchico. Il
Concilio Vaticano II, che ne ha delineato le note caratteristiche,
ha annoverato l’Azione Cattolica tra i vari tipi di ministero
necessari per lo sviluppo della comunità cristiana. Essa, infatti, è
chiamata a realizzare una singolare forma di ministerialità laicale
fondata su una vocazione speciale e su un particolare carisma di
diretta collaborazione con la gerarchia, della quale accoglie con
aperta disponibilità la guida”. La fedeltà di alcuni soci anziani
che non hanno mai rinunciato alla loro militanza nell’Associazione
ha permesso il rinnovamento del settore adulti che ora accoglie
numerosi giovani – adulti; da questo settore è nata la “Compagnia
Frassati”, un cammino di spiritualità per le famiglie. Il popolo di
Dio che è in Orvieto – Todi continua il suo cammino, molti fedeli si
associano insieme per cooperare con i pastori della Chiesa, la
storia dell’AC continua con la speranza che tanti laici diventino
santi con la capacità di vivere in pienezza la spiritualità, la
fedeltà e l’urgenza dell’azione.
ATTO
NORMATIVO DIOCESANO
Art. 1 –
L’identità dell’AC diocesana
Si basa su quanto indica lo Statuto nazionale dell’Azione Cattolica
Italiana, in particolare negli artt. 1-10 a cui rinvia.
L’associazione diocesana è retta dallo Statuto nazionale e dal presente
Atto normativo.
L’associazione diocesana promuove ed attua gli indirizzi formativi
proposti dall’A.C. nazionale al fine di proseguire gli scopi
associativi.
Art. 2 –
L’adesione all’A.C.
L’adesione all’A.C. è un atto personale, maturato dal singolo
aderente.
Possono aderire tutti i laici battezzati di qualsiasi età.
Tale adesione è pubblica ed avviene nei modi previsti dal
regolamento nazionale e dalle direttive per il tesseramento
formulate dal Consiglio diocesano.
L’adesione in diocesi significa la partecipazione, nei modi più
opportuni, alle iniziative proposte dall’associazione, in
collaborazione con la Chiesa locale, il Vescovo ed i pastori.
L’adesione all’A.C. comporta anche il contributo economico nei modi
stabiliti dal consiglio diocesano.
Art. 3 – La
struttura associativa diocesana
L’associazione diocesana si articola in associazioni territoriali,
parrocchiali, interparrocchiali, zonali o riferiti ad un’unità
pastorale.
All’interno delle associazioni territoriali gli aderenti sono
suddivisi
per fasce d’età così da rispondere al meglio alle esigenze degli
stessi.
Possono sorgere nell’associazione anche gruppi d’interesse
particolare, ad esempio sul tema della famiglia, lavoro, studio, e
possono essere diocesani o territoriali.
La costituzione di gruppi d’interesse e d’associazioni territoriali
deve essere approvata dal consiglio diocesano su proposta della
presidenza.
Art. 4 –
Ordinamento dell’Associazione diocesana
Organi dell’associazione diocesana sono:
L’assemblea diocesana:
Ne fanno parte, tutti con diritto di voto, i membri della presidenza
diocesana, i consiglieri diocesani, i responsabili delle
associazioni territoriali, i rappresentanti dei gruppi d’interesse
riconosciuti dalla presidenza, i consiglieri regionali e nazionali
residenti nella diocesi, i delegati del MLAC e MSAC nel numero
massimo di 3 e i rappresentanti della FUCI, MEIC, MIEAC nelle
modalità riportate nel “Regolamento diocesano per l’Assemblea
elettiva” che è parte integrante del presente Atto normativo.
All’assemblea possono partecipare, senza diritto di voto, anche
tutti gli aderenti all’associazione diocesana, i sacerdoti
assistenti sia diocesani che territoriali, i parroci, le religiose
ed i religiosi che operano nell’Azione Cattolica.
L’assemblea si riunisce per discutere sulla vita associativa, per
verificare i programmi diocesani e, nei tempi fissati dallo statuto
e regolamento nazionale, anche all’elezione del consiglio diocesano.
L’assemblea elettiva del Consiglio diocesano è regolamentata dal
“Regolamento diocesano per l’assemblea elettiva” approvato dal
consiglio diocesano, che è parte integrante del presente atto
normativo.
Le elezioni si svolgono su tre liste che accolgono le candidature
riferite alle seguenti componenti associative: Adulti, Giovani,
Responsabili ACR. Ogni lista deve cercare di rappresentare in
maniera equa ambo i sessi. L’assemblea elegge da 4 a 8 candidati
della lista degli Adulti; da 4 a 8 candidati della lista dei
Giovani; da 4 a 8 candidati della lista dei Responsabili ACR. Il
numero preciso è stabilito dal Consiglio diocesano, tramite il
regolamento per l’assemblea elettiva, in base al numero degli
aderenti e alla situazione dell’Associazione diocesana. Sono eletti,
per ciascuna lista, i candidati che hanno ottenuto il maggior numero
di consensi; a parità di voti risulta eletto il più anziano. Ogni
componente dell’assemblea partecipa alle votazioni su ciascuna delle
liste.
L’assemblea diocesana approva anche le modifiche all’atto normativo
diocesano.
Il Consiglio diocesano:
È rappresentativo delle diverse articolazioni dell’A.C. diocesana e
di tutte le componenti dell’associazione: adulti, giovani e ragazzi
(tramite gli educatori ACR).
Il consiglio diocesano è responsabile della vita dell’associazione
diocesana di fronte all’assemblea ed al Vescovo, discute il
programma d’attività ed orienta le scelte dell’associazione, discute
delle realtà territoriali e propone i luoghi e le modalità per la
costituzione di nuovi gruppi territoriali o d’ambiente.
Ne fanno parte, con diritto di voto, gli eletti dall’assemblea
diocesana, i membri della presidenza non già consiglieri ed i
segretari diocesani dei movimenti. Partecipano al consiglio senza
diritto di voto gli assistenti diocesani, eventuali aderenti
cooptati per specifici ambienti d’intervento, i membri della
delegazione regionale ed i membri del consiglio nazionale iscritti
nella diocesi.
Per specifiche questioni sono invitati a partecipare, senza diritto
di voto, i presidenti parrocchiali.
Gli aderenti cooptati per specifici ambienti di intervento proposti
dalla presidenza e confermati dal consiglio diocesano.
Il consiglio diocesano, nelle sue prime sedute, elabora la terna dei
candidati alla carica di presidente diocesano da sottoporre al
vescovo, in base all’art. 10 del Regolamento nazionale di
attuazione, ed elegge al suo interno i responsabili di settore, 2
per gli adulti, 2 per i giovani, un responsabile ed un vice
responsabile per l’ACR, che faranno parte della presidenza
diocesana.
Per la designazione della terna dei candidati alla presidenza ogni
consigliere indica sull’apposita scheda, fino a tre nomi. Se la
terna non si forma alla prima elezione, ai successivi scrutini i
consiglieri scriveranno al massimo uno o due nomi fino al
completamento della terna.
Il consiglio elabora ed approva il regolamento diocesano
dell’assemblea elettiva diocesana e quello per le assemblee elettive
territoriali ed eventuali modifiche necessarie nel tempo, propone
gli emendamenti all’atto normativo diocesano che saranno proposti
all’assemblea diocesana e approva annualmente il rendiconto
economico e finanziario.
Il consiglio si può anche riunire per settori ed articolazioni per
una migliore organizzazione della vita di settore. A tali incontri,
denominati “equipe di settore”, sono invitati a collaborare al
lavoro diocesano altri responsabili parrocchiali, aderenti,
sacerdoti, seminaristi e religiosi.
Le equipe non hanno nessun potere legislativo all’interno
dell’associazione diocesana, ma sono uno strumento organizzativo
delle iniziative di settore. All’interno dell’equipe la decisione
finale spetta sempre ai responsabili di settore membri della
presidenza diocesana.
La presidenza diocesana:
La presidenza diocesana è composta dal presidente, dal segretario e
amministratore (nominati su proposta del presidente), da due
vicepresidenti del settore adulti, due vicepresidenti del settore
giovani, il responsabile e vice responsabile dell’ACR. Partecipano
agli incontri della presidenza anche gli assistenti diocesani. Tutti
i membri laici della presidenza hanno diritto di voto.
La presidenza diocesana rappresenta l’A.C. diocesana nella comunità
ecclesiale e civile, la presidenza gestisce l’associazione in base
alle linee ed ai programmi decisi dal consiglio diocesano, mantiene
i rapporti con il Vescovo.
È compito della presidenza redigere un programma annuale
dell’attività diocesane, curare le associazioni territoriali e
favorire la nascita di nuove realtà, convocare e preparare il lavoro
del consiglio diocesano.
Il presidente diocesano
È nominato dal Vescovo sulle indicazioni della terna propostagli
dal consiglio diocesano.
Il presidente propone il segretario e l’amministratore, che sono
eletti dal Consiglio diocesano, e coordina, in collaborazione con
gli assistenti, i lavori della presidenza diocesana.
Art. 5 –
Ordinamento delle associazioni territoriali
Gli organi delle associazioni territoriali sono:
L’assemblea
È costituita da tutti gli aderenti iscritti all’associazione
territoriale. All’assemblea partecipano anche gli assistenti
territoriali e tutti i simpatizzanti all’A.C..
L’assemblea si riunisce per discutere del cammino associativo ed
ecclesiale e per decidere e verificare i programmi annuali.
Hanno diritto di voto solo gli aderenti giovani ed adulti iscritti
all’associazione territoriale che abbiano compiuto il 14esimo anno
di età.
Nei tempi e modi stabiliti dal “regolamento diocesano per le
assemblee elettive territoriali” approvato dal consiglio diocesano
si riunisce per l’elezione del consiglio e del presidente
territoriale.
All’assemblea elettiva partecipano anche uno o più rappresentanti
del consiglio o della presidenza diocesana in carica così da rendere
visibile l’appartenenza dell’associazione territoriale a quella
diocesana e per garantire la regolarità delle procedure di
votazione.
Il consiglio
È costituito dal presidente territoriale e dai responsabili eletti
dall’assemblea in rappresentanza dei settori presenti
nell’associazione territoriale.
Tiene i contatti con l’associazione diocesana, elabora il programma
annuale e approva annualmente il rendiconto economico e finanziario.
I membri del consiglio dell’associazione territoriale sono
comunicati ufficialmente all’Azione Cattolica diocesana; in tal modo
sono confermati anche come componenti dell’assemblea diocesana con
diritto di voto.
Il presidente
Il presidente è proposto dal Consiglio territoriale su designazione
da parte dell’assemblea e nominato dal Vescovo.
Il presidente provvede al coordinamento ed alla verifica delle
attività dell’associazione territoriale e propone al consiglio la
nomina del segretario e dell’amministratore.
Per quanto non espressamente precisato, in riferimento alla vita
associativa, si applicano in quanto attinenti, le norme previste
dallo Statuto e dal Regolamento di Attuazione riferite
all’associazione nazionale, e le norme del presente atto normativo
riferite all’associazione diocesana.
Art. 6 – La
partecipazione nell’ACI nazionale ed il collegamento regionale
È compito della presidenza e del consiglio diocesano curare i
rapporti con l’AC nazionale e con il collegamento regionale,
recependone le indicazioni, discutendole e proponendole a livello
diocesano e territoriale, offrendo un’attiva collaborazione alle
iniziative nazionali e regionali, contribuendo con la riflessione e
la messa in comune delle esperienze alla elaborazione di percorsi
comuni, sussidi e strumenti formativi e missionari, partecipando ai
momenti assembleari per eleggere i responsabili ed elaborare le
linee comuni dell’associazione. L’AC diocesana sostiene e collabora
ai progettiinternazionali dell’AC.
Art. 7 –
Norme di carattere amministrativo
I soci dell’A.C.I. contribuiscono personalmente, nei modi stabiliti
dal Regolamento e secondo le proprie possibilità, al finanziamento
delle attività dell’associazione locale, diocesana e nazionale. La
misura dei contributi associativi è fissata annualmente dalla
presidenza diocesana sulla base della quota associativa nazionale
stabilita dal Consiglio nazionale.
La gestione amministrativa spetta alla presidenza diocesana che ne
affida la responsabilità all’amministratore con la collaborazione
del comitato per gli affari economici
Il comitato per gli affari economici è composto dal presidente
diocesano, dall’amministratore diocesano che lo presiede, dal
segretario e da almeno due componenti individuati per competenza
all’interno dell’associazione eletti dal Consiglio diocesano su
proposta del Presidente.
Il comitato per gli affari economici svolge funzioni consultive in
ordine a:
a. formazione del bilancio preventivo e consuntivo;
b. gestione patrimoniale, economica e finanziaria dell’associazione,
nonché delle attività e dei servizi correlati;
c. questioni economiche ed amministrative ad essa sottoposte
dall’amministratore. Il comitato per gli affari economici è
convocato dall’amministratore diocesano ogni qual volta lo ritenga
necessario.
Art. 8 –
Approvazione e modifiche dell’atto normativo
Le norme del presente atto normativo possono essere modificate
dall’assemblea diocesana, valida secondo lo statuto nazionale, con
il voto favorevole della metà più uno degli aventi diritto di voto.
Il presente atto è
stato approvato dall’Assemblea diocesana svoltasi a Collevalenza
(PG) il 22 gennaio 2006.
Dopo le modifiche apportate dal Consiglio nazionale AC con delibera
n. 9 del 11 marzo 2006, il Consiglio diocesano ha approvato l’atto
normativo definitivo in data 23 maggio 2006 |

Versione PDF dell'atto normativo stampato
comprensivo dei regolamenti attuativi e dell'atto normativo della
regione Umbria
|