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 CARESTO: “sentieri d’amore” e…percorsi d’amicizia!!

Oltre le montagne dell’Appennino umbro-marchigiano, non troppo vicino e, anzi, piuttosto nascosto c’è un piccolo angolo, un posto da cui dare… una “sbirciatina” al Paradiso!

Chi ha condiviso con noi l’esperienza di due giorni all’eremo di Caresto, sa bene presente ciò di cui parliamo.

Ma è proprio per chi non c’è stato che vogliamo buttare giù queste due righe.

Come al solito le proposte arrivano sempre in maniera provvidenziale.

Io e Francesco, mio marito, stavamo vivendo un’estate all’insegna della pigrizia spirituale: il cammino con la Compagnia Frassati era concluso, le attività parrocchiali erano in stand-by, il figlio al mare con i nonni… e, come spesso capita, ci si lascia sopraffare dalla quotidianità, fatta solo di tante cose una dietro l’altra.

E’ proprio a questo punto che arriva un invito: prendere o lasciare, al volo, la possibilità di un weekend in un posto che, personalmente non avevamo mai sentito neanche nominare, ma che dopo quel mese trascorso nel “niente” spirituale, ci è sembrato una buonissima occasione per ripartire.

Devo confessare che non avevamo capito molto: chi sarebbe venuto con noi, che cosa avremmo fatto una volta arrivati, se avremmo trovato frati, eremiti, suore o ci saremmo portati un sacerdote… sapevamo solo che circa un anno prima era stato fatto un tentativo analogo, ma a causa di curve strette e motociclisti non era andato a buon fine.

Comunque sia il 6 agosto pomeriggio (venerdì) si parte. All’appuntamento eravamo tre coppie (una delle quali con l’ultimo nato al seguito), tutti in effetti con le facce a forma di punto interrogativo.

Al nostro arrivo, ci siamo resi conto che questo eremo era tutt’altro che isolato e sperduto e la nostra curiosità non faceva che aumentare al continuo arrivare di macchine e persone, giunte letteralmente da tutte le parti di Italia (il mattino seguente infatti abbiamo scoperto che c’era gente da Milano, da Bologna, dalla Sicilia…).

A darci il benvenuto c’era la mitica DANIELA, che insieme a don Piero, è la fondatrice della casa di Caresto. E’ laica, ma “votata” alla causa, se così si può dire. Lei, con il suo sorriso, il suo umorismo e quel carisma che hanno tute le persone profondamente illuminate dal Signore, ci ha spiegato che tutti i fine settimana dell’anno sono pieni di famiglie che arrivano da tutte le parti di Italia per prendere una “buona boccata di ossigeno spirituale”. A partire dalla dedicazione della cappella dell’eremo a “Cristo sposo della Chiesa” tutto lì, a Caresto, è un inno all’amore di coppia, alla vita in due, alla famiglia, al dialogo in due e poi in “tre”, attraverso la preghiera di coppia; addirittura – ci spiegava sempre Daniela – ci sono momenti dell’anno riservati anche a separati o a divorziati…se è vero che Cristo è amore, a Caresto davvero si guarda lontano…

I due giorni a Caresto sono scanditi da momenti di “lavoro” alternati a momenti di “riposo”, il gruppo che si forma è vasto (una trentina di coppie, circa) ed eterogeneo per età e provenienze, i tempi e le atmosfere sono molto morbidi, perché c’è anche la presenza dei bambini; tuttavia l’attività è molto densa di riflessione, dialogo e condivisione. Ogni settimana c’è un tema particolare a cui è dedicato tutto il ritiro e ogni settimana c’è una guida o una coppia-guida differente, questo a testimoniare quanto sia ormai diffuso e condiviso quello che Daniela chiama “il progetto-Caresto”.

Il nodo centrale di tutto è il dialogo, o meglio, il buon dialogo nella coppia. A Caresto si stravolgono i punti vista consueti… si impara a parlare con il verbo “avere” anziché con il verbo “essere”… si impara che ci sono regole anche per litigare e si impara che esiste un decalogo della tenerezza e dell’amore coniugale…

Cesare e sua moglie Rita, sono stati i nostri animatori per quel weekend di agosto…ed è inutile, o meglio, molto difficile dire a parole, la qualità e l’intensità della loro fede. Sono una coppia “normale” con le cose normali di noi tutti: il lavoro e le sue difficoltà, la presenza di anziani in casa, i problemi con i figli, le decisioni da prendere, gli errori, le gioie quotidiane….Ma nella loro vita hanno scelto fortemente di avere “fra di loro” la presenza costante di Cristo…che senza dubbio ne fa un coppia davvero speciale.

Un ultimo pensiero prima di chiudere questo mio “contenitore” di ricordi e impressioni.

Per me e Francesco, a Caresto, sono nate anche nuove amicizie.

Sarà l’estate che è sempre foriera di novità e sentimenti, sarà il ricordo delle birrette serali di S.Angelo in Vado, sarà che per la prima volta ho smesso di sentirmi quella che è arrivata da Roma, sarà anche la disponibilità d’animo che non sempre, per tanti motivi, c’è…sarà la Compagnia Frassati…insomma, grazie a tutti quelli con cui ho condiviso l’esperienza: primo fra tutti a Francesco, perché è come se da Caresto lo amassi di più; e poi a Guido e Costanza e a Emanuele e Eleonora, perché… beh, Caresto è anche un sentiero d’amicizia oltre che d’amore!!!

  Chiara.

 

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